Charlize Theron

Bombshell: La mia bomba contro gli uomini cattivi.


Di: Marco Giovannini – da Los Angeles

Letto su: Panorama del 6 maggio 2020 –  pag. 87


E’ stato sicuramente il film più complicato e impegnativo della mia carriera, mille volte sul punto di saltare. Finchè due settimane prima dall’inizio delle riprese, la produttrice Megan Ellison si è ritirata.

Con l’acqua alla gola, ho dovuto inventarmi un altro finanziatore. Ma né io né i miei colleghi di set abbiamo mai avuto la minima tentazione di arrenderci e lasciar perdere. Sono i film come questi che rendono il mestiere che facciamo una cosa seria, utile ed educativa, che migliora la società in  cui viviamo. Non è solo questione di applausi, premi, soldi.Certe storie vanno fatte conoscere, costi quel che costi. Punto e basta» dice Charlize Theron, protagonista di Bombshell – La voce dello scandalo, con Nicole Kidman e Margot Robbie, che sul set avevano un soprannome di gruppo: «Le tre meraviglie».

A causa del Covid-19 il film ha dovuto saltare l’uscita del 26 marzo nelle sale italiane, ma è disponibile in digitale su Prime video il servizio in streaming di Amazon.

A giugno Charlize, ex modella, nata in Sudafrica, mai sposata, filantropa e attivista, ha adottato due figli e in agosto compirà 45 anni, senza problemi né sospiri, visto che non ha mai nascosto l’età: «A che servirebbe? Ci sono i titoli a fare la spia» sorride: «La donna Charlize è tranquilla e contenta di quello che è, magari è l’attrice Charlize che si preoccupa.

Ho scoperto che questo è il mio cinquantesimo film, quindi se vuole può darmi della veterana…». Bombshell ricostruisce la storia vera del più grande caso di molestie sessuali d’America, scoppiato nel 2016 negli uffici di Fox news, il più popolare e conservatore dei network televisivi, quando non si parlava di #MeToo e il produttore Harry Weinstein non era ancora finito sotto processo, bollato come predatore sessuale seriale.

Presidente e amministratore delegato del canale Fox era Roger Ailes, 76 anni, ex consulente mediatico dei presidenti repubblicani Richard Nixon, Ronald Reagan, George W. Bush, assunto 20 anni prima dall’editore Rupert Murdoch.

Grande talent scout, aveva regole precise al limite della maniacalità sul look di giornaliste e conduttrici: capelli lunghi, preferibilmente biondi, vestiti attillati e dai colori vivaci, senza maniche, gonne sopra al ginocchio. Dovevano sedere davanti a scrivanie di plexigas in modo che si vedessero le gambe, con calze velate e tacco alto. Una totale omologazione per renderle maggiormente competitive. E a un certo punto gli si sono rivoltate contro, costringendolo alle dimissioni.

Una storia così esemplare che Bombshell è stato anticipato da un documentario, Divide and Conquer: The Story of Roger Ailes, e da una miniserie tv, The Loudest Voice – Sesso e potere, protagonisti Russell Crowe e Naomi Watts. Charlize Theron interpreta Megyn Kelly, superstar di Fox news; Nicole Kidman è Gretchen Carlson, ex Miss America, all’epoca appena licenziata; Margot Robbie è Kayla Pospisil, il personaggio di finzione di una neo assunta, basato su diverse impiegate vere. Ailes ha la stazza di John Lithgow popolarissimo protagonista della sitcom Una famiglia del terzo tipo.

Quanto tempo ha lavorato sul film?

Un anno e mezzo circa, con due diversi «cappelli»: attrice e produttrice. Quando è arrivata la sceneggiatura di Charles Randolph all’ufficio della mia casa di produzione Denver and Delilah (dal nome dei suoi cani, ndr), la lettura mi ha lasciato senza fiato. Randolph aveva vinto l’oscar per La grande scommessa, sulla terribile crisi economica del 2008, e Bombshell ha la stessa acutezza, rilevanzae tempestività. Ma se ero sicura di voler realizzare a tutti i costi il film, non ero del tutto convinta di volerlo anche interpretare. Megyn Kelly è un personaggio molto noto e controverso, con posizioni politiche assai distanti dalle mie. Allora ho chiesto consiglio a un caro amico, il regista Jay Roach, che mi ha fatto riflettere sul fatto che non si trattava del biopic di Kelly, perché la vera protagonista è la storia. Un commento così intelligente, che ho deciso avrei accettato se mi avesse diretto lui.

Lei risulta quasi irriconoscibile…

Lo so, la prima volta che Nicole Kidman è venuta sul set mi è passata vicino senza nemmeno salutarmi, non aveva capito che ero io. Merito del truccatore Kazu Hiro, che dopo aver trasformato Gary Oldman in Winston Churchill in L’ora più buia, facendogli vincere l’oscar, si era praticamente ritirato per dedicarsi alla scultura. Sono riuscita a convincerlo a fare un altro film, e sono quasi più contenta di lui, perché ha ottenuto il suo meritatissimo oscar personale.

Si è stupita anche lei del risultato?

Ha operato su dettagli che non credevo importanti come le narici, che io ho più piccole, o le palpebre, che lei ha socchiuse, oltre a mascella, mento, guance, orecchie, lenti a contatto. La prima volta che mi sono specchiata mi sono sembrata una giovane Glenn Close. Ma era ok, l’importante era che non fossi più io. Poi ho dovuto imparare a sedermi eretta, camminare come lei, parlare col suo tono così profondo che per tre giorni la voce se ne è andata.

Lei è sempre stata famosa per il suo trasformismo. Non per nulla la chiamano «lady metamorfosi».

È vero: sono stata una prostituta serial killer condannata alla sedia elettrica in Monster, l’imperatrice Furiosa con un solo braccio in Mad Max Fury Road, una madre depressa e 30 chili sovrappeso in Tully. Sempre lo stesso obiettivo: scomparire e far riapparire un’illusione.

Qualcuno ha criticato Bombshell perché anche se è un film chiaramente schierato dalla parte delle donne, sia lo sceneggiatore che il regista sono uomini. Che cosa risponde?

Che non tutti gli uomini sono nemici. Anzi riuscire a farli immedesimare in quello che noi donne sopportiamo sarebbe un risultato grandioso. Troppo spesso non siamo credute.

Però ha già annunciato che il suo prossimo film sarà il sequel di Atomica bionda, la spia maestra di ogni tipo di arte marziale. Alla fine, quindi, gli uomini è meglio picchiarli?

La risposta è una risata. E l’occhiolino…

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